Torna al piano

I Vangeli, un capitolo alla volta / Lettura 51 Di 90

Luca 7

Luca 7:1–50 · DB18857 Min della Scrittura

IL PASSO · DIODATI 1885 (DB1885)

Luca 7:1–50

1ORA, dopo ch'egli ebbe finiti tutti questi suoi ragionamenti, udente il popolo, entrò in Capernaum.

2E il servitore di un certo centurione, il quale gli era molto caro, era malato, e stava per morire.

3Or [il centurione], avendo udito [parlar] di Gesù, gli mandò degli anziani de' Giudei, pregandolo che venisse, e salvasse il suo servitore.

4Ed essi, venuti a Gesù, lo pregarono instantemente, dicendo: Egli è degno che tu gli conceda questo;

5perciocchè egli ama la nostra nazione, ed egli è quel che ci ha edificata la sinagoga.

6E Gesù andava con loro. E come egli già era non molto lungi dalla casa, il centurione gli mandò degli amici, per dirgli: Signore, non faticarti, perciocchè io non son degno che tu entri sotto al mio tetto.

7Perciò ancora, non mi son reputato degno di venire a te ma comanda [solo] con una parola, e il mio servitore sarà guarito.

8Perciocchè io sono uomo sottoposto alla podestà [altrui], ed ho sotto di me de' soldati; e pure, se dico all'uno: Va', egli va; se all'altro: Vieni, egli viene; e [se dico] al mio servitore: Fa' questo, egli [lo] fa.

9E Gesù, udite queste cose, si maravigliò di lui, e rivoltosi, disse alla moltitudine che lo seguitava: Io vi dico, che non pure in Israele ho trovata una cotanta fede.

10E quando coloro ch'erano stati mandati furon tornati a casa, trovarono il servitore ch'era stato infermo esser sano.

11ED avvenne nel [giorno] seguente, che egli andava in una città, detta Nain; e i suoi discepoli, in gran numero, e una gran moltitudine andavano con lui.

12E come egli fu presso della porta della città, ecco, si portava a seppellire un morto, figliuolo unico di sua madre, la quale ancora era vedova, e gran moltitudine della città [era] con lei.

13E il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei, e le disse: Non piangere.

14Ed accostatosi, toccò la bara (or i portatori si fermarono), e disse: Giovanetto, io tel dico, levati.

15E il morto si levò a sedere, e cominciò a parlare. E [Gesù] lo diede a sua madre.

16E spavento li occupò tutti, e glorificavano Iddio, dicendo: Un gran profeta è sorto fra noi; Iddio ha visitato il suo popolo.

17E questo ragionamento intorno a lui si sparse per tutta la Giudea, e per tutto il paese circonvicino.

18OR i discepoli di Giovanni gli rapportarono tutte queste cose.

19Ed egli, chiamati a sè due de' suoi discepoli, li mandò a Gesù, a dir[gli:] Sei tu colui che ha da venire, o pur ne aspetteremo noi un altro?

20Quegli uomini adunque, essendo venuti a Gesù, [gli] dissero: Giovanni Battista ci ha mandati a te, a dir[ti:] Sei tu colui che ha da venire, o pur ne aspetteremo noi un altro?

21(Or in quella stessa ora egli ne guarì molti d'infermità, e di flagelli, e di spiriti maligni; ed a molti ciechi donò il vedere)

22E Gesù, rispondendo, disse loro: Andate, e rapportate a Giovanni le cose che avete vedute ed udite: che i ciechi ricoverano la vista, che gli zoppi camminano, che i lebbrosi son nettati, che i sordi odono, che i morti sono risuscitati, che l'evangelo è annunziato a' poveri.

23E beato è chi non sarà stato scandalezzato in me.

24E quando i messi di Giovanni se ne furono andati, egli prese a dire alle turbe, intorno a Giovanni: Che andaste voi a veder nel deserto? una canna dimenata dal vento?

25Ma pure che andaste voi a vedere? un uomo vestito di vestimenti morbidi? ecco, coloro che usano vestimenti magnifici, [e vivono] in delizie, stanno ne' palazzi dei re.

26Ma pure, che andaste voi a vedere? un profeta? certo, io vi dico, uno eziandio più che profeta.

27Egli è quello del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messo davanti alla tua faccia, il quale preparerà il tuo cammino dinanzi a te.

28Perciocchè io vi dico che fra coloro che son nati di donna, non vi [è] profeta alcuno maggior di Giovanni Battista; ma il minimo nel regno di Dio è maggior di lui.

29E tutto il popolo, e i pubblicani ch'erano stati battezzati del battesimo di Giovanni, udite [queste cose], giustificarono Iddio.

30Ma i Farisei, e i dottori della legge, che non erano stati battezzati da lui, rigettarono a lor danno il consiglio di Dio.

31E il Signore disse: A chi dunque assomiglierò gli uomini di questa generazione? ed a chi sono essi simili?

32Son simili a' fanciulli che seggono in su la piazza, e gridano gli uni agli altri, e dicono: Noi vi abbiamo sonato, e voi non avete ballato; vi abbiamo cantate canzoni lamentevoli, e voi non avete pianto.

33Perciocchè Giovanni Battista è venuto, non mangiando pane, nè bevendo vino, e voi avete detto: Egli ha il demonio.

34Il Figliuol dell'uomo è venuto, mangiando, e bevendo, e voi dite: Ecco un uomo mangiatore, e bevitor di vino, amico di pubblicani, e di peccatori.

35Ma la Sapienza è stata giustificata da tutti i suoi figliuoli.

36OR uno de' Farisei lo pregò a mangiare in casa sua; ed egli, entrato in casa del Fariseo, si mise a tavola.

37Ed ecco, [vi era] in quella città una donna ch'era stata peccatrice, la quale, avendo saputo ch'egli era a tavola in casa del Fariseo, portò un alberello d'olio odorifero.

38E stando a' piedi di esso, di dietro, piangendo, prese a rigargli di lagrime i piedi, e li asciugava co' capelli del suo capo; e gli baciava i piedi, e [li] ungeva con l'olio.

39E il Fariseo che l'avea convitato, avendo veduto [ciò], disse fra sè medesimo: Costui, se fosse profeta, conoscerebbe pur chi, e quale [sia] questa donna che lo tocca; perciocchè ella è una peccatrice.

40E Gesù gli fece motto, e disse: Simone, io ho qualche cosa a dirti. Ed egli disse: Maestro, di' pure.

41[E Gesù gli disse:] Un creditore avea due debitori; l'uno gli dovea cinquecento denari, e l'altro cinquanta.

42E non avendo essi di che pagare, egli rimise il debito ad amendue. Di' adunque, qual di loro l'amerà più?

43E Simone, rispondendo, disse: Io stimo colui a cui egli ha più rimesso. E Gesù gli disse: Tu hai dirittamente giudicato.

44E rivoltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna; io sono entrato in casa tua, [e] tu non mi hai dato dell'acqua a' piedi; ma ella mi ha rigati di lagrime i piedi, e li ha asciugati coi capelli del suo capo.

45Tu non mi hai dato neppure un bacio; ma costei, da che è entrata, non è mai restata di baciarmi i piedi.

46Tu non mi hai unto il capo d'olio; ma ella mi ha unti i piedi d'olio odorifero.

47Per tanto, io ti dico, che i suoi peccati, che sono in gran numero, le son rimessi, perchè ella ha molto amato; ma a chi poco è rimesso poco ama.

48Poi disse a colei: I tuoi peccati ti son rimessi.

49E coloro ch'eran con lui a tavola presero a dire fra loro stessi: Chi è costui, il quale eziandio rimette i peccati?

50Ma [Gesù] disse alla donna: La tua fede ti ha salvata; vattene in pace.

Luca 7:1–50 · Diodati 1885 (DB1885)

Apri il capitolo completo

RIFLESSIONE EDITORIALE · NON SCRITTURA

Prima di andare avanti

Un centurione supplica la sua serva, una vedova perde il suo unico figlio, e una donna si avvicina a Gesù ad un pasto. Nella scena finale, Simone e Gesù vedono la stessa donna in modo molto diverso. La storia di Gesù di due debitori esplora la connessione tra perdono e amore.

Leggi di nuovo il passaggio se vuoi. Nota quale parola, azione o domanda rimane con te. Puoi finire una lettura senza aver finito di pensarci.

UN MOMENTO PER RIFLETTERE

Cosa nota Simone della donna, e a cosa attira la sua attenzione Gesù? Come cambia la storia di due debitori?

UNO SPAZIO PER LE TUE PAROLE

Un pensiero da conservare.

Le note restano soltanto in questo browser, su questo dispositivo. Non ci vengono inviate. Se cancelli i dati del browser, perdi anche le note.

Scrivi qualche parola quando sei pronto.

I progressi vengono salvati in questo browser, indipendentemente dall'app.